martedì 22 marzo 2016






Le vite di sei personaggi alle prese con un passato contrassegnato da relazioni famigliari complicate e con un presente d’amore altrettanto complicato si intrecciano dentro lo studio psicanalitico del Dott. Bernardo, della Dottoressa Chiara e nella cucina di Madame Corina.

Michela, una ragazza di 25 anni che lavora come segretaria presso lo studio del Dott. Bernardo, è cliente di Madame Corina, una cartomante, ex prostituta, che legge il futuro ma che indovina anche il passato: disincantata e ironica, Madame Corina ripercorre il difficile rapporto col padre che ha segnato la vita di Michela, ma la donna legge nelle sue carte anche un futuro radioso accanto a un uomo ricco che, assicura, le darà tanto amore.

Il Signor Francot, che vive con un gatto immaginario, si prepara a uscire di casa con cura meticolosa per andare alla sua prima seduta dal Dott. Bernardo. E’ un uomo nevrotico sui 35 anni, e che si presenta con un’ora di anticipo all’appuntamento con il suo psicanalista. Michela, che lo accoglie nella sala d’aspetto dello studio, rimane perplessa di fronte al racconto che l’uomo fa dell’origine del suo cognome. Quando nella sala d’aspetto entra anche il signor Brambilla, un illustratore di libri per bambini, la conversazione si sposta sul cinema: Francot si lancia in una spericolata e logorroica critica del suo film preferito - Ultimo tango a Parigi di Bertolucci - lasciando tutti sbigottiti.

Il dottore intanto non arriva ed entrambi i pazienti lasciano lo studio prendendo per sbaglio l’uno il cellulare dell’altro.

Michela, una volta rimasta sola nella sala d’attesa dello studio psicanalitico, si affretta a telefonare ad un’amica: ha appena scoperto che la moglie del Dott. Bernardo ha lasciato il marito e i due figli per scappare con la sorella a fare la vita girovaga del circo e non vede l’ora di comunicare il proprio entusiasmo a qualcuno… essendo innamorata del suo principale da tempo, Michela vede in questo episodio l’occasione per entrare nel cuore del Dott. Bernardo e il segnale che le predizioni della cartomante si stanno finalmente avverando.

Sul divano dello studio del Dott. Bernardo intanto è seduta una bambina. Si chiama Beatrice e nonostante abbia solo sette anni ha una visione lucida ed estremamente critica della sua situazione famigliare. Dal colloquio con lo psicanalista emerge la sua profonda tristezza per il nonno rinchiuso in un ospedale psichiatrico dopo aver tentato il suicidio; la consapevolezza profonda del fatto che sua madre vuole separarsi da suo padre, la preoccupazione per il fatto che dovrà cambiare scuola; ma soprattutto racconta l’angoscia che la paralizza di fronte alla necessità dettata dall’età di smettere l’uso del biberon.

Poco tempo dopo, seduti sullo stesso divano: Gianluca e Vivi sono una coppia e vivono insieme da un paio d’anni. Lei ha 35 anni, ha una laurea in psicopatologia, fa la regista ed è brasiliana, lui ne ha 24 ed è uno studente che sta ancora finendo l’università. Sono entrambi in terapia dal Dott. Bernardo perché la loro vita insieme sembra essere in stato di stallo: seduti nello studio che fa da sfondo alla narrazione delle vite di tutti i personaggi, cercano di capire quale sia il problema che blocca il naturale fluire della loro relazione. Dal colloquio emerge che Vivi e non riesce a perdonare al compagno l’aver votato, una volta, per Berlusconi. Questo episodio complica la loro vita di coppia tanto quanto il contraddittorio punto di vista che esprimono a Bernardo sull’avere o meno dei figli.

Ma anche il Dott. Bernardo è in crisi, dopo la repentina fuga della moglie, tanto da aver bisogno di un confronto approfondito con un collega psicoanalista.

Nello studio della Dottoressa Chiara, Bernardo si abbandona alla disperazione e cerca di razionalizzare il trauma dell’abbandono. Marisol, la moglie messicana, è malata di cancro e probabilmente è scappata per proteggere la famiglia dalla sua sofferenza. Nonostante riesca a riconoscere il coraggio impresso nel gesto estremo della moglie, il dolore della perdita e la paura della morte aprono un varco nella corazza che il dottore ha eretto contro la drammaticità dei sentimenti, e incrinano le certezze monolitiche sulle dinamiche della vita maturate in anni di onorato lavoro da terapeuta. Mentre l’uomo parla, Chiara cerca con dolcezza un modo per far scorrere le lacrime troppo a lungo trattenute sul viso del medico/paziente. 

E’ passato del tempo. (1 settimana)

Nello studio psicanalitico di Bernardo è seduto il Sig. Brambilla, che racconta come diversi anni prima ha lasciato moglie e figlio per andare a convivere con il portiere della sua squadra di calcetto. Non sono i sensi di colpa verso la famiglia che ha abbandonato ad averlo convinto ad entrare in terapia, quanto il fatto di non sapersi spiegare il motivo per cui a un certo punto è finito di nuovo a letto con la ex-moglie. Il dialogo tra medico e paziente si snoda tra i ricordi di Brambilla sui suoi genitori che mostrano il modello di una famiglia disfunzionale caratterizzata da una madre triste e da un padre irresponsabile ma allo stesso tempo amatissimo da tutti. Un modello che, guarda caso, presenta innumerevoli analogie con il suo matrimonio prima abbandonato e poi riscoperto.

E’ passato del tempo. (4 mesi)

Intanto all’interno di una macchina parcheggiata in una strada deserta, una coppia è impegnata in un dialogo intenso. E’ la scena di un film “Lovers and Other Strangers”: Vivi sta dirigendo una coppia di attori che interpretano uno dei suoi lavori da regista. Gli attori sono impegnati a recitare una scena d’amore in cui la ragazza riflette sui sogni e sull’amore sprecato da lasciare agli amanti futuri. Vivi dà delle indicazioni al direttore della fotografia, è apparentemente serena mentre fuma e palesemente incinta. 

Nello studio della dottoressa Chiara è il turno di una nuova paziente: si chiama Daniela, è una signora molto grassa e molto infelice che vorrebbe dalla psicanalista un parere favorevole ad un intervento di riduzione dello stomaco. Ma Chiara non è d’accordo e dopo molte insistenze convince Daniela a parlare di sé, dei suoi ricordi di infanzia e del suo rapporto col marito: dapprima riluttante, poi sempre più coinvolta, la donna si ostina a definire la sua vita come quella di una persona normalissima. E se il suo primo ricordo riguarda la madre, che ha avuto cinque figlie da cinque uomini diversi, le sue ultime parole sono quelle che descrivono dolorosamente il legame con suo marito e il rapporto strettissimo ed esclusivo che l’uomo ha con amico di vecchia data; è un legame ambiguo che fa di conseguenza sentire Daniela frustrata, estranea ed esclusa dalla vita intima dell’uomo che ama.

Anche Francot ha deciso di rivolgersi alla dottoressa Chiara perché non è mai tornato da Dott. Bernardo dopo aver tenuto il cellulare di Brambilla. Si stende sul suo lettino, logorroico e nevrotico, raccontando la sua infanzia segnata da vari tentativi di suicidio. Gelosissimo del fratello e convinto di aver subito un trattamento ingiusto da parte della madre, Francot ha sviluppato un disturbo della personalità che lo porta a immedesimarsi nelle vite degli altri: infatti si presenta a Chiara come un illustratore per bambini ed è vestito esattamente come il signor Brambilla.

Chiara non è estranea al teatrino di fantasmi emotivi che intaccano le traiettorie umane, infatti si sente da tempo fragile e indecisa. Sospetta il marito di avere una relazione extraconiugale e anche lei si reca, anche se piena di dubbi, nella casa di Madame Corina. Ma la psicanalista, arrivata per parlare della sua situazione matrimoniale, si trova nuovamente, suo malgrado, dalla parte dell’ascolto, costretta a dover sopportare la cartomante in vena di confidenze che le racconta tutta la sua vita arzigogolata. Madame Corina ha fatto la prostituta e ha gestito una casa di tolleranza, per poi intrecciare relazioni instabili con uomini e donne, fino alla scoperta del suo talento innato nel leggere le carte. Le vicissitudini della sua vita si snodano con il famelico disinteresse con cui la donna mangia compulsivamente i suoi cioccolatini. 

Solo alla fine, Madame Corina sembra ricordarsi che davanti a lei c’è una cliente, non solo una psicoanalista… e le rivela la verità scomoda che Chiara tenta di negarsi, ovvero che sarebbe il marito ad essere geloso di lei. Chiara, abile nel sondare i meccanismi mentali degli altri, vive con sofferenza l’atto di ribaltare la lente analitica su se stessa, ma dalla lucidità esterna di Madame Corina non può sfuggire ed esce dall’incontro profondamente turbata dalla dinamica presente nella sua vita coniugale.

Beatrice, sdraiata sul divano, guarda la tv e ciuccia tranquillamente il latte dal suo biberon.
Michela, finito il turno di lavoro, esce dallo studio del Dott Bernardo. Ad un incrocio viene investita da una macchina. Madame Corina, in un attimo di confusione crescente, aveva invertito il suo destino con quello della cliente precedente che probabilmente starà vivendo un sogno d’amore turbato dal terrore di un possibile incidente d’auto.

Francot aspetta il suo turno dal veterinario ma non ha nessun animale con sé.
Chiara torna a casa mesta, poi cambia idea, chiude la porta e se ne va dall’uomo di cui è veramente innamorata. Aveva proiettato i sentimenti dolorosi del marito su se stessa per difendere la sua vita dal mutevole stato del suo amore e dall’incedere del senso di colpa, insufficiente a tenerla lontana dalla dolcezza dei nuovi sentimenti.

Nello studio psicanalitico del Dott. Bernardo si ritrovano infine tutti i personaggi, e ogni singola voce va a formare un coro connesso dalle riflessioni sulla vita e sull’amore strano che travolge e stravolge le vite delle persone: Chiara “psicoanalizza” Ofelia dell’opera shakespeareana “Amleto”, Beatrice racconta il suo amore per un compagno di scuola, Daniela riflette sulle cose che accadono quando sei distratto, Francot straparla di pazzia e abbandono, Vivi legge una pagina da un romanzo di Garcìa Màrquez, Bernardo se la prende con Dio; Brambilla con entusiasmo ci racconta la fine di un film…


E Madame Corina, ormai impazzita del tutto, arriva a confondere tutti i destini, forse anche il proprio; si veste da sposa e scende per strada a suonare la tromba.

SCHEDA TECNICA
Director : Regiana Queiroz (Br-It)
Story and Screenplay : Regiana Queiroz e Francesca Lav (Br-It)
Cinematography : Francesco Luciano e Francesco Segrè (It)
FilmEditing : Regiana Queiroz
SoundEditor : Carlos Zarattini (Br-It)
Music : Carlos Zarattini (Br-It)
Costume Designer: Priscilla Venturacci (Br-It)
Cast : Quitéria Kelly, Francesco Porta, Giulia Faggioni, Daniela Marigo, Diego Pagotto, Antoine Michel, Andrea Villaraggia, Margherita Savoia e altri
Country :  Italia / Brasile
Years of production : 2015
Running time : 90’
Format : 16:9
Language : Italiano

Genre: Dramma


Le vite di sei personaggi alle prese con il proprio passato doloroso e con un presente d’amore complicato si intrecciano dentro lo studio psicanalitico del Dott. Bernardo e della Dottoressa Chiara.

Vivi non riesce a perdonare al suo compagno un errore di tanto tempo fa; la bambina Beatrice si comporta come un’adulta ma non vuole rinunciare al biberon; il signor Brambilla va a letto con la ex moglie dopo averla lasciata per un suo compagno di calcetto; il signor Francot è ossessionato dalle origini del proprio nome; Michela è innamorata del proprio principale; Daniela guarda la vita passare, mangiando seduta al bancone di un bar...

Ma anche i due professionisti della psiche hanno bisogno di conforto e mentre uno cerca il sostegno della collega, Chiara finisce nella casa della cartomante Corina, che a sua volta si confessa a Chiara in un caleidoscopio di eventi raccontati e di sentimenti mai metabolizzati.
Il dialogo a due voci diventa il tempo e il momento dove raccontare e ricomporre la propria storia: il coro composto da questa folla di personaggi a volte spezza la propria voce nel ricordare il dolore, a volte si unisce in una disincantata ironia che è cuore e ritmo del film. E forse anche della vita. 




LAOS è l’acronimo di “Lovers And Other Strangers”. Questa scritta compare nel ciak del film girato all’interno del film, come un doppio metalinguistico.
“Lovers and other strangers” è anche il titolo di una mostra di Jack Vettriano – artista che dà al film una buona parte del riferimento pittorico. All’interno del film troviamo delle inquadrature inspirate ai suoi dipinti.

I dialoghi hanno un tono decisamente ironico e surreale ma solo come effetto secondario in quanto si tratta di discorsi seri e sinceri perché provengono dalla realtà.
I personaggi, che sembrano astratti dalla realtà, si raccontano, attraverso delle sedute psicoanalitiche ma anche nell’incontro con una cartomante. Le loro storie oscillano tra il tragico e il comico e risultano talmente assurde all’occhio dello spettatore da sembrare un’ironia. Tutto questo condensa e semplifica temi filosofici che inducono ad una riflessione sull’esistenza umana. 

Tra i temi principali del film, oltre al dualismo Eros e Thanatos (pulsione di vita e pulsione di morte) troviamo l’indagine della pazzia. C’è una domanda che aleggia nel film: la differenza tra il normale e il patologico sta nella quantità o nella qualità?

Tutti i personaggi partecipano in diversa misura dell’amore, della morte e della pazzia. E non abbiamo una divisione manicheista netta tra paziente e dottore: il dottor Bernardo diventa un paziente con la Dott.ssa Chiara, che diventa “paziente” di fronte alla cartomante. 

Si avverte la necessità di una figura di riferimento su cui riporre la propria fiducia. Non si mettono sullo stesso piano psicanalisi e cartomanzia ma c’è un accento sull’intimo bisogno di essere ascoltati, assecondati e guidati.

Tutto si svolge in due studi psicoanalitici, quello del Dott. Bernardo e della Dott.ssa Chiara, che si specchiano l’uno nell’altro e hanno come eco di questo doppio la cucina della cartomante, luogo archetipico dove letteralmente e metaforicamente c’è sempre qualcosa che bolle in pentola. 

Il doppio, altro tema del film, in un’ottica psicoanalitica, appare come rappresentazione del meccanismo di difesa contro la paura della morte, che vediamo nei personaggi e si riflette nello spettatore.

I riferimenti musicali dei classici del jazz anni ’50 reinterpretati in modo essenziale e minimalista non sono solo una colonna sonora di fondo, ma sono personaggi aggiunti alla sceneggiatura che conducono ad andare avanti in questi racconti eccessivamente umani dotati di una sincerità priva di censura.

Lo schema fotografico molto particolare per ogni ambiente diverso, oppone colori caldi a quelli freddi, colori vivi ai neutri, e crea non solo il ritmo del film, ma anche caratterialmente i personaggi, attraverso i colori e la forma dei loro costumi, inseriti in quest’ambiente essendo i colori stessi complementari o monocromatici in riferimento all’ambiente.

Un’assenza quasi totale di movimento di macchina e le inquadrature costruite come dipinti completano l’atmosfera onirica e teatrale, come un secondo strato della rappresentazione della vita, mimesis della mimesis, in una relazione triangolare: soggetto, mediatore, oggetto.

Si avverte nella messa in scena una sensazione atemporale, di non sapere bene dove e in che momento siamo. Questo anacronismo ci permette di poter raccontare le vecchie storie umane di amore, morte e pazzia all’interno “dell’invenzione dell’uomo”.

Come nella fenomenologia, l’importante non è quello che accade, ma il vissuto del “singolo” e il racconto di questo vissuto. Per questo la scelta di lunghi monologhi senza contro campo e la macchina da presa fissa, incollata nelle più intime storie che quei personaggi ci stano raccontando.


Il film non ha un finale classico che chiude le storie perché la vita va sempre avanti e non è possibile allo spettatore sapere cosa succederà ai personaggi. Allo stesso modo non è possibile conoscere il futuro, cosa che pensava Madame Corina prima di impazzire in un finale di matrice felliniana.























Regiana Queiroz è una regista brasiliana, nata a San Paolo il 20 dicembre del 1975. Cresciuta nell'atelier di pittura della madre si è laureata in Giurisprudenza con specializzazione in Psicopatologia Fenomenologica. In Italia ha studiato alla Scuola di Cinema Televisione e Nuovi Media di Milano, dove ha vissuto dal 2005 fino a 2011, prima di andare a Parigi, San Paolo, Rio de Janeiro e Belém per il documentario "Carnaval Devoto"

Filmografia:
Progetto Paskaran, documentario, 2007
Irremovibile, cortometraggio, 2007
Ogni mio respiro, videoclip, 2008
Milania, lungometraggio prodotto da Alessandro Aleotti, 2010
La tessera tra i denti, cortometraggio, 2010
Carnaval Devoto, lungometraggio, 2015



"Lovers and other strangers", oltre ad essere il titolo di una mostra di Jack Vettriano - che dà alla sceneggiatura parte del riferimento pittorico - è anche il titolo del film all’interno del film.
In un modo molto ironico, attraverso delle sedute psicoanalitiche, ma non solo, i personaggi - quasi surreali - si raccontano, tra la tragedia e la comicità, condensando e semplificando temi filosofici e che fa riflettere sull’esistenza umana.
I riferimenti musicali del jazz dei anni 50, insieme allo schema fotografico monocromatico, senza movimento di macchina e inquadrature costruite come dipinti, completano atmosfera onirica e teatrale.


3boludos y 1perro cinematografica presenta:
LAOS
Lovers and Other Strangers
un film di Regiana Queiroz